Riunioni congiunte della Rete Nazionale delle Autorità Ambientali e di Gestione e della Rete Europea delle Autorità Ambientali e di Gestione (ENEA-MA) Roma 18/19 ottobre 2012

Resoconto sintetico

Si è svolta lo scorso 18 e 19 ottobre a Roma presso la sede del CNR, la quarta riunione della Rete Ambientale Italiana, che si è tenuta congiuntamente alla diciottesima riunione della Rete Europea ENEA-MA. Tra gli argomenti discussi nei due giorni di dibattito: stato dell’arte e risultati della politica di coesione nel periodo di programmazione 2007-2013, processi di orientamento dell’integrazione delle politiche ambientali, climatiche, per lo sviluppo sostenibile ed il sostegno ad una economia verde nel prossimo ciclo 2014-2020.

Gli incontri, guidati vicendevolmente da esponenti della Commissione Europea e della Rete Ambientale italiana, hanno visto una assidua partecipazione ed interazione di gran parte dei rappresentanti delle Autorità Ambientali e di Gestione italiane ed europee presenti in sala.

I partecipanti hanno avuto l’opportunità di condividere le proprie esperienze nell’ambito delle politiche di coesione, presentando iniziative realizzate a livello nazionale e regionale, illustrando benefici e difficoltà. Grande interesse ha suscitato la discussione da parte dei rappresentanti della Commissione degli orientamenti normativi e degli indirizzi in termini di politiche e strumenti di valutazione, riferiti al nuovo ciclo di programmazione.

Di seguito un breve resoconto di quanto discusso:

Giovedì 18.10.2012

1.BENVENUTO

GIOVANNI BRUNELLI (Ministero dell’Ambiente, co-coordinatore della Rete) introduce i lavori, annuncia l’assenza del Ministro prof. Clini per sopraggiunte esigenze istituzionali e lascia la parola agli altri partecipanti al tavolo di lavoro.

GEORGES KREMLIS (Commissione Europea, Capo Unità DG Ambiente, Politiche di Coesione e Valutazione Ambientale) si congratula con i colleghi italiani riconoscendo che la Rete Ambientale italiana è tra le esperienze più riuscite a livello europeo e, contemporaneamente, esorta gli altri paesi a prenderne esempio. L’auspicio della Commissione Europea, secondo Kremlis, è quello di integrare la Rete europea al fine di attribuirle il ruolo di guida e “ombrello” per tutte le altre reti ambientali nazionali.

In riferimento alla prossima programmazione, KREMLIS ha chiarito le intenzioni della Commissione Europea rispetto all’allocazione dei fondi sui temi ambientali: saranno investite molte risorse nell’ambito dello studio delle analisi strategiche, in particolar modo sulla valutazione della condizionalità ex-ante, in tema di crescita del turismo sostenibile e di strutture transfrontaliere; mentre per i temi strettamente legati alla salvaguardia ambientale prevarrà soprattutto l’obiettivo della riduzione delle emissioni di carbonio.

MARIA LUDOVICA AGRO’ (Ministero dello Sviluppo Economico, co-coordinatore della Rete) introduce i lavori con l’auspicio che una cosi ampia partecipazione istituzionale possa contribuire ad un positivo confronto rispetto agli argomenti in programma, soprattutto per quanto riguarda le tematiche legate al nuovo ciclo di programmazione. La AGRO’ Ricorda anche che, riconoscendone l’importanza per l’integrazione dell’ambiente nella programmazione e attuazione dei Programmi cofinanziati dai Fondi strutturali, la Rete ambientale italiana è sostenuta dal PON GAT 2007-2013: è ora necessario che questo Progetto sviluppi interamente le sue potenzialità, in un momento così denso di impegni per l’attuazione del presente ciclo di programmazione e la definizione degli obiettivi del periodo 2014-2020.

2.AGGIORNAMENTO DEL QUADRO DI RIFERIMENTO ISTITUZIONALE

MARIA LUDOVICA AGRO’ (Ministero dello Sviluppo Economico, Direttore Generale per la Politica Regionale Unitaria Comunitaria) espone sinteticamente gli obiettivi proposti per la prossima programmazione; in primo luogo contribuire alla ripresa dell’economia nazionale, soprattutto per le regioni meridionali, integrare la programmazione comunitaria con le politiche sostenute dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione nazionale, realizzare quanto previsto, con analoga metodologia e stesse priorità, dal Piano d’Azione Coesione. Si tratta di una sperimentazione proiettata al futuro, che sposta l’attenzione alle azioni e ai risultati, con un approccio basato sul territorio e fondato su uno stretto confronto con le regioni, condotto con il supporto dei Centri di Competenza nazionali e un attento confronto con il Partenariato. I principi che saranno seguiti per il prossimo ciclo di programmazione sono: concentrazione su poche priorità, orientamento alle azioni e ai risultati, focalizzazione sul miglioramento in termini di qualità della vita per i cittadini, un ampio confronto pubblico come indica il Codice di condotta. In questa fase di avvio dei lavori sulla programmazione 2014-2020 ampio rilievo è stato dato – insieme alle amministrazioni centrali e regionali – alla verifica sul grado di soddisfacimento delle condizionalità ex ante previste nella proposta di Regolamento comunitario (Annex IV del (COM (2011) 615 final/2), tenendo presenti anche le modifiche che vengono proposte nei Testi di Compromesso della Presidenza: sono stati avviati sette gruppi di lavoro, uno dei quali è dedicato agli Obiettivi Tematici ambientali (energia, clima e rischio, acqua e rifiuti) e alla condizionalità generale su VIA e VAS. I lavori sono ormai ad una fase conclusiva ed è in redazione il Report finale da cui emerge una situazione variegata, ma nel complesso soddisfacente, per energia, clima e rischi naturali; alcune criticità su acqua e rifiuti, un generale buon assetto normativo e organizzativo per quanto riguarda le valutazioni ambientali. Nella prossima programmazione AGRÒ ha precisato che si intende lavorare sfruttando pienamente gli strumenti messi a disposizione (ITI, CLLD) e realizzando la più ampia sinergia tra i diversi fondi (FESR, FSE e FEASR), tema centrale nella proficua collaborazione già in essere sul futuro ciclo di programmazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Grande attenzione, infine, viene data da parte dell’Italia alle “country specific recommendations”, come richiesto dalla CE, e agli obiettivi stabiliti con la Strategia Europa 2020.
Scarica la presentazione dell’intervento: Agrò, Preparazione della programmazione 2014-2020 in Italia

MATHIEU FICHTER (Commissione Europea, DG Politiche Regionali ed Urbane, Unità Crescita Sostenibile e Intelligente, Team leader Sustainable Growth) in primo luogo introduce un aggiornamento della spesa ambientale nel periodo 2007–2013 (dati di fine 2011); è stato impegnato il 75% dei fondi europei in campo ambientale, soprattutto per progetti legati ai servizi ambientali (50 milioni di euro), al sostegno alla transizione ad un’economia a bassa emissione di carbonio, mobilità sostenibile, efficienza energetica, etc. (48 milioni), all’innovazione in campo ambientale (3 milioni). Resta dunque ancora la possibilità di investire il 25% degli stanziamenti. Fichter ha sottolineato le difficoltà di investimento soprattutto per progetti legati della prevenzione dei rischi, al cambiamento climatico ed alle biomasse, dove resta da investire il 70% dei fondi, per via delle difficoltà di applicazione e di attuazione dei progetti presentati. Viene ricordato che l’art. 55 del Regolamento della Commissione dispone la restituzione degli eventuali profitti realizzati con gli investimenti dei fondi europei. Nella prossima programmazione la Commissione assegnerà i fondi a seguito di una valutazione ex-ante per garantire l’utilizzo di tutti i fondi stanziati e puntando sulla concentrazione tematica.

FICHTER ha poi introdotto il tema della preparazione della prossima programmazione 2014-2020, che punta al rafforzamento della coesione territoriale attraverso il perseguimento di obiettivi di crescita sostenibile, investimento tecnologico e lavoro. Gli ambiti progettuali di investimento saranno in primo luogo: ricerca e innovazione (si sta discutendo una assegnazione dell’80% dei fondi di ricerca per l’economia a basso tenore di carbonio), ICT, competitività delle PMI, politiche di adattamento al cambiamento climatico, efficienza delle risorse, trasporto sostenibile, mobilità, inclusione sociale, istruzione e efficienza della pubblica amministrazione nel settore del green public procurement (GPP). Viene evidenziato come il sostegno all’innovazione diventa in ogni programmazione sempre più rilevante: innovazione e ambiente sono fattori essenziali per la formulazione delle strategie di sviluppo. Ad oggi si stanno discutendo i Position paper da inviare agli Stati Membri; è stato predisposto quello pilota della Polonia. Si fa quindi un rapido riferimento all’art. 10 e 12 del CSF.
Scarica la presentazione dell’intervento: Fichter, Aggiornamento PC 2007-2013 e preparazione 2014-2020

GYÖNGYVÉR GYENE (Agenzia Nazionale di Sviluppo – Ungheria) ha esposto l’esperienza ungherese nella preparazione del nuovo ciclo, discutendo dell’utilizzo delle condizionalità ex-ante, di come la regione intorno a Budapest si stia sviluppando grazie alla politica di coesione e concentrandosi sull’utilizzo degli indicatori di sviluppo da considerare anche in futuro.
Scarica la presentazione dell’intervento: Gyene, Preparazione della programmazione 2014-2020 in Ungheria

GOTTFRIED LAMERS (Ministero Federale per l’Agricoltura, le Foreste, l’Ambiente e la Gestione delle Acque – Austria) ha presentato l’esperienza austriaca, indicando i focus group organizzati in vista del futuro ciclo (tra cui cambiamento climatico, biodiversità ed efficienza energetica), soffermandosi anche sulla difficoltà di coordinamento orizzontale.
Scarica la presentazione dell’intervento: Lamers, Preparazione della programmazione 2014-2020 in Austria

DIMITRIS PAPASOTIRIOU (Ministero dell’Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici, Autorità di Gestione del PO Ambiente – Grecia) ha illustrato lo stato dell’arte dei progetti in Grecia,  ha descritto le priorità per la prossima programmazione, soprattutto in relazione alla gestione dei rifiuti ed delle risorse idriche. Inoltre ha sottolineato la necessità di semplificare le procedure di attribuzione dei fondi, finanziare progetti più ampi (soprattutto nel settore infrastrutturale) e individuare progetti di “riserva” da utilizzare in caso di difficoltà di realizzazione.
Scarica la presentazione dell’intervento: Papasotiriou, Preparazione della programmazione 2014-2020 in Grecia

GEORGES KREMLIS (Commissione Europea, Capo Unità DG Ambiente, Politiche di Coesione e Valutazione Ambientale) ha presentato i principali punti sui quali è in corso la negoziazione tra Parlamento Europeo e Consiglio in relazione ai Regolamenti della politica di coesione. Emendamenti ai testi proposti dalla Commissione sono in discussione relativamente al Regolamento Generale: Art.8 sullo sviluppo sostenibile; Art.5 sulle Partnership e la governance multilivello; Art.9 sugli Obiettivi Tematici; Art.90-92 sui grandi progetti; per il Regolamento FESR: Art.3 sull’ambito del sostegno; Art.4 sulla concentrazione tematica.
Scarica la presentazione dell’intervento: Kremlis, Emendamenti del Parlamento e del Consiglio Europeo

3. APPLICAZIONE DELLA VAS AI PROGRAMMI OPERATIVI NELLA NUOVA PROGRAMMAZIONE

GEORGES KREMLIS (Commissione Europea, Capo Unità DG Ambiente, Politiche di Coesione e Valutazione Ambientale) ha introdotto il tema della VAS; alla luce delle esperienze maturate nella scorsa programmazione in relazione all’applicazione della Direttiva VAS, c’è la necessità nel prossimo ciclo di inserire lo schema VAS nell’ambito della VEA (Valutazione Ex-Ante). Ha quindi esposto i contenuti del documento della CE “Guidance document on ex ante evaluation” elaborato in vista del periodo di programmazione 2014-2020.
Scarica la presentazione dell’intervento: Kremlis, VAS e PO della programmazione 2014-2020

JOANNA KOPCZYNSKA (Ministero dell’Ambiente, Programma Operativo per le Infrastrutture e l’Ambiente – Polonia) ha raccontato l’esperienza della Rete Polacca rispetto all’applicazione della VAS ai programmi; ha quindi sottolineato la necessità di un maggiore coordinamento tra i principi della VAS e valutazione ex-ante, anche in funzione delle eventuali condizionalità.

PAOLA ANDREOLINI (Ministero dell’Ambiente, del Territorio e del Mare, Direzione Valutazioni Ambientali – Italia) ha aperto il dibattito sulla necessità di un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della VAS, anche attraverso il rafforzamento delle capacità della P.A., sia in termini di qualità tecnica che di sensibilizzazione all’uso della VAS quale strumento di supporto decisionale. Ancora oggi uno dei maggiori problemi è legato al fatto che la VAS è percepita come una procedura e non un processo. Occorre superare l’andamento parallelo – e non integrato – tra processo di pianificazione e valutazione. Persiste dunque il problema dei tempi, che ritorna in tutte le presentazioni: si arriva in ritardo alla VAS (è successo in Italia anche in fase di revisione di programma). Bisogna rafforzare il ruolo delle AA e della collaborazione con le autorità competenti; maggiori regole (protocolli di cooperazione) per maggiori interazioni tra AdG e AA, ma anche con altri soggetti del partenariato. Auspica quindi che la sinergia tra VAS e VEA (valutazione ex-ante) aiuti ad avviare il processo sin dal principio dell’attività di programmazione, per essere un concreto ausilio ai processi decisionali. E’ quindi importante definire con chiarezza ed affrontare in maniera adeguata la fase del monitoraggio.

Il dibattito in tema di VAS risulta animato e vede il coinvolgimento di più Autorità presenti in sala che chiedono chiarimenti in merito all’applicazione della VAS alla nuova programmazione, soprattutto in relazione alla fase di scoping (documento di indirizzi) ed alla cooperazione transfrontaliera (difficoltà nel processo legata all’applicazione di normative diverse). Vengono formulate delle richieste ai rappresentanti della CE di maggiori indicazioni su coordinamento ed obiettivi di sostenibilità, non solo in fase di programmazione anche in fase attuativa.

KREMLIS risponde ai diversi quesiti, affermando che ci saranno maggiori indicazioni in merito da parte della Commissione; comunque, non è pensabile una VAS comune tra più programmi, seppur simili per contenuti e struttura: è indubbio che debbano restare separate, date le grandi differenze tra i contesti regionali.

4.INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE PER IL CAMBIAMENTO CLIMATICO NEL PROSSIMO PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2014-2020

CLAUS KONDRUP (Commissione Europea, DG Cambiamenti climatici, unità per le politiche di adattamento) ha posto l’accento sull’importanza di integrare il più possibile le politiche per il cambiamento climatico nella prossima programmazione 2014–2020. In particolar modo, il rapporto IPCC evidenzia come gli eventi climatici estremi, proprio perché rari, non sono supportati da dati statistici consolidati, sottolineando, quindi, l’importanza di renderli un ambito di indagine comune. Nella strategia Europa 2020 è previsto un cospicuo stanziamento finanziario per la riduzione ed il contrasto al cambiamento climatico, soprattutto per attività volte a sostenere il passaggio a una economia a basso contenuto di carbonio, favorendo efficienza energetica, sviluppo e investimento in politiche di adattamento ai cambiamenti climatici. In questo quadro è compito della DG ECO sviluppare la nuova Strategia  Europea (prevista per la primavera 2013), che gli Stati Membri dovranno definire localmente in relazione alle proprie strategie di adattamento ai cambiamenti climatici. Viene sottolineato come i progetti legati al cambiamento climatico non siano soggetti a valutazione ex-ante. A tal proposito, si può considerare la valutazione del rischio come valutazione ex-ante. Viene quindi presentato un portale web che raccoglie le politiche europee e nazionali di  adattamento ai cambiamenti climatici (http://climate-adapt.eea.europa.eu)
Scarica la presentazione dell’intervento: Kondrup, Politiche UE per i cambiamenti climatici e PC

SERGIO CASTELLARI (Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici – CMCC, Centro Tematico Europeo per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici, ETC/CCA – Italia) ha presentato il lavoro svolto per la definizione di una strategia nazionale, studiata e preparata a partire dalle informazioni rese disponibili dall’Agenzia Europea per l’Ambiente in relazione alle politiche di adattamento e in relazione alla politica di coesione nazionale. La strategia nazionale di adattamento italiana, attualmente in fase di consultazione pubblica, ha l’obiettivo di sensibilizzare stakeholders e decisori politici, di analizzare le possibilità di integrazione dell’adattamento nella varie agende di policy settoriale. Si tratta quindi di dare all’adattamento valore di mainstreaming, formulando raccomandazioni e linee guida per costruire capacità adattiva nei vari settori e alle varie scale territoriali (nazionale, regionale e locale), riducendo i costi  per la società. Il Piano Nazionale di Adattamento ha l’obiettivo di attuare la Strategia Nazionale di Adattamento con l’allocazione di responsabilità in termini di governance e risorse economiche.
Scarica la presentazione dell’intervento: Castellari, Politiche in Italia per l’adattamento ai cambiamenti climatici e PC

LUDO HOLSBEEK (Consigliere politico del Governo Fiammingo, Dipartimento Ambiente, Natura ed Energia – Belgio; membro del Consiglio d’Amministrazione dell’EEA) ha rappresentato l’esperienza del Belgio nell’ambito del cambiamento climatico e della biodiversità. In Belgio l’orientamento sugli investimenti è determinato da scelte politiche e gli obiettivi per gli investimenti legati al FESR sono concentrati sull’economia delle città per il passaggio da una economia “marrone” – cioè basata sull’utilizzo di combustibili fossili – ad una economia “verde” basata sull’utilizzo di energia verde.

PIERFRANCESCO FIGHERA (Autorità Ambientale – Regione Campania) ha presentato un rapporto sulla vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle quattro regioni obiettivo convergenza. Il rapporto ha lo scopo di integrare un set di indicatori utili alla definizione dell’indice di vulnerabilità climatica e di vulnerabilità energetica a scala urbana, di completare la valutazione ex-ante, di porre in essere strategie per lo sviluppo urbano e partecipato, di predisporre strategie e piani di adattamento ai cambiamenti climatici.
Scarica la presentazione dell’intervento: Fighera, Vulnerabilità al cambiamento climatico delle Regioni Conv in Italia

5.INTEGRAZIONE DEL TEMA BIODIVERSITÀ NEL PROSSIMO PERIODO DI PROGRAMMAZIONE 2014-2020

MILENA NOVAKOVA (Commissione Europea, DG Ambiente, Unità Biodiversità) ha introdotto il tema della biodiversità quale ambito da integrare nelle politiche di coesione, da un lato contrastando il degrado ambientale e, dall’altro, creando opportunità di lavoro: si tratta di garantire uno sfruttamento sostenibile degli ecosistemi, base di qualsiasi attività economica e di sviluppo durevoli. Ha quindi presentato brevemente il lavoro svolto dal GdL della Rete europea ENEA-MA sulla biodiversità (raccomandazioni su come tener conto della biodiversità negli OP, etc.).

PETER TÖRKLER (WWF) ha quindi esposto il documento preparato dal GdL della Rete europea ENEA-MA sulla biodiversità che si concentra su diversi argomenti: perché investire in biodiversità, esempi di iniziative finanziate in Romania ed Austria con i fondi FESR, come aumentare i finanziamenti dopo il 2013; ha quindi illustrato brevemente il progetto SURF-Nature, mostrato quale esempio e fonte di linee guida per l’utilizzo dei fondi strutturali nell’ambito della salvaguardia della biodiversità.
Scarica la presentazione dell’intervento: Torkler, GdL ENEA-MA, Integrazione del tema biodiversità nella PC

PRZEMYSLAW OGINSKI (Commissione Europea, DG Ambiente, Unità Natura 2000)ha esposto il progetto Natura 2000 in relazione alle politiche di coesione e la struttura del nuovo strumento PAF (Prioritised Action Framework).
Scarica la presentazione dell’intervento: Oginsky, PAFs e Rete Natura 2000 nella programmazione 2014-2020

EUGENIO DUPRÉ (Ministero dell’Ambiente, Direzione protezione della natura e del mare) e FEDERICA TARDUCCI (Ministero per lo Sviluppo Economico, DPS) hanno raccontato l’esperienza italiana e il lavoro svolto per la definizione di misure di conservazione, di strumenti di gestione, per la conservazione effettiva delle specie in relazione alle possibilità di finanziamento via fondi strutturali. I prossimi finanziamenti saranno impiegati alla ricerca di opportunità di sviluppo nell’ambito della green economy e dei green jobs.
Scarica la presentazione dell’intervento: Dupré, Finanziamenti per Biodiversità e Natura 2000 in Italia

MIHAELA IARCA (Ministero dell’Ambiente e delle Foreste, Autorità di Gestione del PON Ambiente, Direzione Fondi Strutturali – Romania) ha riportato l’esperienza della Romania nell’ambito della salvaguardia della biodiversità ambientale, rappresentando l’istituzione di infrastrutture e piani di gestione a sostegno della biodiversità attraverso il finanziamento di  177 progetti pari all’impiego del 72% dei fondi. Le difficoltà riscontrate sono riferite al cambiamento dei quadri legislativi, alle garanzie legate ai flussi finanziari ed alla limitata consapevolezza dei risultati raggiunti.
Scarica la presentazione dell’intervento: Iarca, Finanziamenti per Biodiversità e Natura 2000 in Romania

19.10.2012

7.L’ATTIVITÀ DI RETE PER L’INTEGRAZIONE AMBIENTALE DELLE POLITICHE DI COESIONE E DEI FINANZIAMENTI EUROPEI: L’ESPERIENZA DEGLI STATI MEMBRI NELLA COSTRUZIONE E NEL FUNZIONAMENTO DELLE RETI

GIOVANNI BRUNELLI (Ministero dell’Ambiente, co-coordinatore della Rete) ha esposto l’esperienza della Rete italiana, a partire dall’importanza di lavorare in “rete”, quale strumento di dialogo tra Autorità e competenze diverse verso la definizione di target comuni, consentendo l’emersione di problemi, la condivisione di regole comuni ed il raggiungimento di obiettivi comuni e di linee guida condivise tra le regioni dell’obiettivo convergenza e le regioni dell’obiettivo competitività. Il progetto della Rete Ambientale nella programmazione 2007–2013 è finanziato per il 73 % dal FESR e per il restante 27 % dal Ministero dell’Ambiente; 4 i gruppi di lavoro attivati: Attuazione QSN – Monitoraggio VAS – Analisi progetti finanziati con i fondi strutturali per la valutazione e l’integrazione delle politiche ambientali – Cambiamento Climatico. L’esperienza della Rete italiana insegna che è tempo di cambiare rotta, di passare dalla settorializzazione degli ambiti di indagine alla direzione che porta allo sviluppo sostenibile integrato a livello urbano e verso l’istituzione di poli industriali ecologicamente attrezzati.
Scarica la presentazione dell’intervento: Brunelli, la Rete Italiana

PIOTR OTAWSKI (Vicedirettore della Direzione per la Protezione Ambientale – Polonia) e Agnieszka ZDANOWSKA (Segretariato della Rete  “Partenariato per l’Ambiente”, DG Protezione Ambientale – Polonia) hanno rappresentato l’esperienza polacca nell’istituzione di una Rete Ambientale; è la rete ambientale più giovane a livello europeo (creata nel 2010); partecipano Ministero dell’Ambiente, Ministero dello Sviluppo regionale e Dipartimenti regionali (Vojvod) per la protezione ambientale (con 16 Direttori con poteri molto ampi); si tratta di una rete aperta, una piattaforma comune di comunicazione tra le Autorità partecipanti che permette la condivisione tra gli attori di conoscenze, obiettivi ed informazioni comuni.
Scarica la presentazione dell’intervento: Otawsky, la Rete Polacca

JORGE GARCÍA REIG (Vicedirettore Generale, Sotto-Direzione per la Programmazione e Valutazione dei Fondi Europei, DG Fondi Comunitari, Ministero delle Finanze – Spagna) ha esposto l’esperienza spagnola, la quale negli anni si è maggiormente concentrata sui temi legati alle infrastrutture e trasporti sostenibili, introducendo l’attenzione agli aspetti ambientali nella legislazione spagnola, stabilendo i criteri per l’integrazione dei fattori ambientali nello sviluppo economico ed inserendo tra le Autorità attive nella Rete Ambientale Spagnola anche le Autorità di Gestione al fine di creare procedure di lavoro unificate. Gli obiettivi raggiunti dalla Rete Ambientale Spagnola, la Red, hanno condotto allo sviluppo di politiche nazionali volte alla salvaguardia ambientale, alla valutazione dei rischi che potrebbero inficiare lo sviluppo delle stesse politiche ambientali ed alla condivisione di buone pratiche. Tale lavoro di condivisione ha condotto alla selezione ed individuazione dei criteri utili alla scelta dei progetti da finanziare, all’individuazione di indicatori ambientali, all’individuazione di un metodo di coordinamento e assetto coerente delle strategie ambientali.
Scarica la presentazione dell’intervento: Garcia Reig, la Rete Spagnola

ADINA RELICOVSCHI (Coordinatore per la VIA, Jaspers, BEI – Banca Europea per gli Investimenti) ha esposto il programma Jaspers e il suo obiettivo di assorbire i fondi europei per realizzare progetti elaborati con una progettazione di qualità. L’esperienza di Jaspers conferma che lo scambio di informazioni e di buone pratiche all’interno di una rete contribuisce alla definizione di un obiettivo comune; viene anche incoraggiata la collaborazione e la condivisione tra le reti dei paesi membri. Inoltre è in progetto la predisposizione di un approccio standard per l’applicazione e la verifica delle condizionalità ex-ante.
Scarica la presentazione dell’intervento: Relicovschi, la Rete Jaspers

8.SESSIONE SUI LAVORI PRESENTATI DALLE ONG

MARKUS TRILLING (Bankwatch – Friends of the Earth Europe) ha rappresentato l’esperienza di Bankwatch quale rete tra ONG volta a diffondere informazioni e linee guide per l’utilizzo pieno e corretto dei fondi strutturali e nell’attivazione di partenariati. La convenzione di Aarhus è portata ad esempio nell’ambito della diffusione di standard minimi per la partecipazione ad una rete e per l’accesso ai fondi strutturali.
Scarica la presentazione dell’intervento: Trilling, Codice condotta UE su partnership per ONG

ANELIA STEFANOVA (Bankwatch) ha sottolineato l’importanza del tema dell’efficienza delle risorse quale tema portante da integrare in tutti i progetti, programmi e politiche legate allo sviluppo, nell’ottica di un approccio olistico ed a lungo termine. Il riferimento è alla Strategia UE per l’Efficienza delle Risorse, alla Roadmap per l’Efficienza delle Risorse, ai lavori in corso dell’EREP (European Resource Efficiency Platform) guidata dalla Commissione, in linea con i lavori precedenti di Von Weizsaecker e Amory Lovins (Factor 4), dell’UNEP Resource Panel, dell’Iniziativa G8-3R e delle Raccomandazioni OCSE sull’Efficienza delle Risorse.
Scarica la presentazione dell’intervento: Trilling, Presentazione video del progetto Wellspent

9.CONDIZIONALITA’ AMBIENTALI

AGATA PAYNE (Commissione Europea, DG Ambiente) ha rappresentato l’applicazione della valutazione delle condizionalità ex-ante nell’ambito delle tematiche legate alla salvaguardia delle risorse idriche, alla gestione dei rifiuti, ai trasporti e allo sviluppo di nuovi criteri da applicare alla VIA e alla VAS. La valutazione sulla condizionalità ex-ante è uno strumento per garantire la presenza di lavori legati alla salvaguardia ambientale in tutte le politiche. Dal 2016 in poi entrerà in vigore l’obbligo giuridico di applicare le procedure sulla valutazione ex-ante a tutte le procedure applicando, ove necessario, le dovute sanzioni. Lo scopo di tale applicazione è orientato all’attuazione di politiche basate sul capacity building ed orientate al futuro. Infine, a breve saranno pubbliche le linee guida sull’applicazione della condizionalità ex-ante da integrare con lo schema di monitoraggio VAS che, a questo punto, diventa pilastro portante della valutazione ex-ante.
Scarica la presentazione dell’intervento: Kremlis/Payne, Condizionalità ambientali ex-ante

10.Tavola rotonda di discussione delle future priorità ambientali per la Rete ENEA-MA

La sessione pomeridiana dedicata alla Rete Europea ENEA-MA, con la possibilità di partecipare per i rappresentanti della Rete Italiana, ha visto la discussione concentrarsi sul tema dello sviluppo sostenibile quale pilastro portante delle prossime politiche ambientali, sull’integrazione della VAS nella valutazione ex-ante e sulle condizionalità ambientali.

Infine, è emersa la possibilità di istituire altri due gruppi di lavoro a livello europeo:

– uno per affrontare le tematiche dell’efficienza delle risorse;

– l’altro per preparare l’applicazione – e definire gli indicatori – della condizionalità ex-ante.