Glossario

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A

Accordo di partenariato (AdP)

Documento, previsto dal Regolamento (UE) 1303/2013, preparato da uno Stato membro, con il coinvolgimento degli stakeholders, e approvato dalla Commissione europea. Costituisce il riferimento per la programmazione degli interventi sostenuti dai Fondi strutturali e di investimento europei (SIE), al fine di allinearli agli obiettivi della strategia di crescita Europa 2020. L’accordo delinea la strategia e stabilisce le priorità d’investimento prescelte dallo Stato membro interessato, fornendo un elenco dei programmi operativi nazionali e regionali (PO) che esso intende attuare, oltre alla dotazione finanziaria annuale destinata a ciascun PO.

 

Accordo di Programma Quadro

Accordo promosso tra un’Amministrazione Centrale, Regionale o delle Province autonome, al fine di dare attuazione ad un’Intesa istituzionale di programma con gli enti locali e altri soggetti pubblici o privati e definire un programma esecutivo di interventi comuni o funzionalmente collegati.

 

Addizionalità

Principio in base al quale gli stanziamenti dei Fondi Strutturali non possono sostituirsi alle spese pubbliche o agli investimenti strutturali equivalenti dello Stato membro, ma servono invece a finanziare politiche aggiuntive. In tal modo, le dotazioni finanziarie dei Fondi Strutturali e di investimento non dovrebbero condurre a una riduzione degli investimenti strutturali nazionali nelle regioni interessate, ma dovrebbero rappresentare un’aggiunta alla spesa pubblica.

 

Ammissibilità (delle spese)

I criteri di ammissibilità delle spese consentono di determinare se un costo definito può essere finanziato dai Fondi Strutturali e di Investimento europei (Fondi SIE). L’articolo 65 del Regolamento (UE) 1303/2013 stabilisce i principi fondamentali che regolano l’ammissibilità delle spese a livello europeo, al fine di garantire coerenza tra le normative attuate negli Stati membri. I criteri dettagliati sono invece decisi a livello nazionale. Affinché una voce di spesa sia ammissibile per il finanziamento, è necessario che essa sia pagata nel periodo di tempo che intercorre tra la presentazione dei programmi operativi alla Commissione europea (oppure dal 1 gennaio 2014 a seconda di quale delle due circostanze si verifichi per prima) e il 31 dicembre 2023.

 

Aiuti di Stato

Vantaggio economico offerto da un governo e che potrebbe conferire a una determinata impresa o produzione una posizione concorrenziale favorevole rispetto ai suoi rivali commerciali tali da incidere sugli scambi degli Stati membri. Gli aiuti di Stato possono essere erogati in diversi modi, ad esempio: attraverso lo stanziamento di sovvenzioni a fondo perduto, con contributi in conto interesse, tramite la riduzione del carico fiscale o l’acquisto di merci e servizi a condizioni preferenziali. Salvo rare eccezioni legate a ragioni di sviluppo economico generale (come la sicurezza dell’approvvigionamento energetico, la tutela dell’ambiente o il cambiamento climatico) e che comunque non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune, il Trattato di funzionamento della UE (articoli 107 e 108) e le altre disposizioni normative dell’Unione, vietano gli aiuti di Stato e, in particolare, la Commissione ha il compito di garantire chetali normative vengano applicate e osservate in egual misura in tutti gli Stati membri. La legislazione europea sugli aiuti di Stato è applicata anche per i programmi operativi UE di sviluppo regionale.

 

Area del Programma

Zona geografica coperta da un programma specifico o, nel caso di un programma che copra più di una categoria di regioni, l'area geografica corrispondente a ciascuna “categoria di regioni”.

 

Aree interne

Le aree interne rappresentano una delle tre opzioni strategiche d'intervento per la programmazione 2014-2020. Sono definite “aree interne”, in base al Regolamento (UE) 1303/2013: "quella parte del territorio nazionale – circa tre quinti del territorio e poco meno di un quarto della popolazione - distante da centri di agglomerazione e di servizio e con traiettorie di sviluppo instabili ma al tempo stesso dotata di risorse che mancano alle aree centrali, “rugosa”, con problemi demografici ma al tempo stesso fortemente policentrica e con elevato potenziale di attrazione" (Strategia Nazionale per le Aree Interne).

 

Aree urbane

Porzioni di territorio in cui il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) sostiene azioni integrate per lo sviluppo urbano sostenibile, con almeno il 5% delle risorse a livello nazionale. I principi per la selezione di tali aree sono fissate nell’Accordo di partenariato. Come le aree interne, anche quelle urbane sono oggetto di specifici interventi integrati di valorizzazione territoriale.

 

Asse prioritario

Gli Assi prioritari sono le aree di intervento in cui si articolano i Programmi Operativi. Un Asse prioritario designa le priorità della strategia contenuta in un programma operativo comprendente un gruppo di operazioni connesse tra loro e aventi obiettivi specifici misurabili.

 

Attuazione

Nell’ambito di un Programma Operativo definisce l’insieme coordinato di procedure e strumenti connessi alla realizzazione delle singole attività: compiti, funzioni e responsabilità assegnati ai soggetti coinvolti nell’implementazione del Programma; individua le dinamiche di gestione delle risorse finanziarie, modelli e standard procedurali per la realizzazione degli interventi, nonché i meccanismi di sorveglianza, monitoraggio e controllo.

 

Autorità Ambientale

Struttura che assicura l’integrazione ambientale e l’orientamento allo sviluppo sostenibile nei processi di definizione, attuazione, monitoraggio e valutazione della programmazione comunitaria, assicurando efficacia e continuità al processo di Valutazione Ambientale Strategica, anche attraverso il monitoraggio e la gestione di eventuali meccanismi di retroazione dei Programmi.

 

Autorità di Audit (AdA)

Organo o autorità pubblica nazionale, regionale o locale, designata per ciascun programma, che ha il compito di verificare l’efficacia operativa dei sistemi di gestione e di controllo. Inoltre, essa monitora l’ottemperanza alle normative nazionali ed europee pertinenti, esegue controlli che si concentrano, nello specifico, sulla spesa dichiarata (controlli operativi), garantisce un’adeguata separazione delle funzioni tra le autorità principali (autorità di gestione/enti di certificazione, organismi intermedi).  Nella programmazione 2014-2020 l'articolo 123 del Regolamento (UE) 1303/2013 stabilisce che "per ciascun Programma Operativo, lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità di audit, funzionalmente indipendente dall'autorità di gestione e dall'autorità di certificazione. La stessa autorità di audit può essere designata per più di un Programma Operativo”.

 

Autorità di Certificazione (AdC)

Organismo o autorità di tipo pubblico, nazionale, regionale o locale, designato dallo Stato membro per certificare le dichiarazioni di spesa e le domande di pagamento prima del loro invio alla Commissione europea. Nella programmazione 2014-2020 il Regolamento (UE) 1303/2013 stabilisce che "Per ciascun programma operativo, lo Stato membro designa un'autorità pubblica o un organismo pubblico nazionale, regionale o locale quale autorità di certificazione. La stessa autorità di certificazione può essere designata per più di un programma operativo".

 

Autorità di Gestione (AdG)

Organismo responsabile dell’attuazione dei Programmi Operativi, seleziona i progetti e ne monitora la realizzazione, inviando inoltre alla Commissione un rapporto annuale di esecuzione entro il 31 maggio di ogni anno. Tra gli altri suoi compiti vi sono quello di:

  • garantire che le attività selezionate per gli aiuti rispettino i criteri previsti per il programma operativo;
  • garantire che i prodotti e i servizi cofinanziati siano conformi alle normative nazionali ed europee;
  • mantenere e registrare la contabilità, garantendo una rigorosa traccia di controllo;
  • assicurarsi che i risultati ottenuti da ciascun programma operativo siano valutati in maniera opportuna.

 

B

BEI

La Banca europea per gli investimenti, il Fondo europeo per gli investimenti o una società controllata della Banca europea per gli investimenti

 

Beneficiari

Organismo pubblico o privato o, solo ai fini del Regolamento FEASR e del Regolamento FEAMP, persona fisica, responsabile dell'avvio o dell'avvio e dell'attuazione delle operazioni. Nel caso degli aiuti di Stato, è l’organismo che riceve l'aiuto; nel quadro degli strumenti finanziari, è l'organismo che attua lo strumento finanziario. Il beneficiario è distinto dal destinatario finale e dal partecipante.

 

Blue economy

Strategia a lungo termine volta a sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo, in base alla quale è riconosciuto ai mari e agli oceani il ruolo di motore per l’economia europea, con enormi potenzialità per l’innovazione e lo sviluppo. Rappresenta il contributo della politica marittima integrata al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

 

Buone pratiche (Best Practices)

Esperienze di progetto rilevanti per l’innovazione e la qualità degli obiettivi perseguiti, gli strumenti utilizzati e i risultati ottenuti, e che pertanto divengono punto di riferimento (benchmarking) per chi intende avviare nuovi progetti e replicare pratiche utili e proficue già messe in campo. Individuare e diffondere le buone prassi può consentire la riduzione dei tempi e/o dei costi, per effetto della riproduzione di esperienze già sperimentate, originando un accumulo e uno scambio di conoscenza sulla diffusione e sull’utilizzo della buona pratica.

 

C

Cambiamento climatico

Alterazione del clima con conseguenze importanti sullo scioglimento dei ghiacciai, sull’innalzamento del livello dei mari, sull’andamento delle precipitazioni, sulle inondazioni, sulla siccità, sugli ecosistemi e sulla salute umana. Le principali cause dell’innalzamento delle temperature, e del cosiddetto effetto serra (i gas prodotti dall’uomo consentono all’energia solare di entrare nell’atmosfera, ma impediscono al calore di uscirne), sono da attribuire alla combustione di carbone, petrolio e gas che produce anidride carbonica e ossido di azoto; all’abbattimento delle foreste (gli alberi aiutano a regolare il clima assorbendo CO2 dall'atmosfera) e alla combustione del legno (viene rilasciata l’anidride carbonica contenuta nel legno); allo sviluppo dell’allevamento di bestiame (i bovini e gli ovini producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione); ai fertilizzanti azotati che producono emissioni di ossido di azoto; ai gas fluorurati che causano un potente effetto serra (fino a 23.000 volte più forte dei quello provocato dalla CO2).

Per contrastare gli effetti sul clima, ci si avvale di due diverse strategie: la mitigazione al cambiamento climatico (misure volte a ridurre o evitare le emissioni) e l’adattamento al cambiamento climatico (misure volte a contrastare gli effetti e le vulnerabilità).

In tal senso, il Regolamento (UE) 1303/2013 prevede che “gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni sul sostegno agli obiettivi relativi al cambiamento climatico, conformemente al proposito di destinare almeno il 20 % del bilancio dell'Unione a tali obiettivi”.

 

Capacità istituzionale

Insieme delle caratteristiche che le amministrazioni pubbliche devono detenere sul piano istituzionale e amministrativo, o che è necessario rafforzare, per conseguire adeguati risultati nei loro ambiti di competenza e definire e attuare pertanto delle politiche efficaci.

 

Categoria di regioni

Classificazione delle regioni secondo il reddito pro capite regionale in:

  1. regioni meno sviluppate (regioni il cui PIL pro capite è inferiore al 75 % della media del PIL dell'UE-27);
  2. regioni in transizione,  il cui PIL pro capite è compreso tra il 75 % e il 90 % della media del PIL dell'UE-27;
  3. regioni più sviluppate, regioni il cui PIL pro capite è superiore al 90 % della media del PIL dell'UE-27.
     

In Italia, appartengono alle “regioni meno sviluppate” la Basilicata, la Calabria, la Campania, la  Puglia e la Sardegna. Delle regioni “in transizione” fanno parte l’Abruzzo, il Molise e la Sardegna. Le “regioni più sviluppate” sono La Valle d’Aosta, il Piemonte, la Liguria, la Lombardia, il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l’Umbria, il Lazio e le provincie autonome di Bolzano e di Trento.

 

Coesione Territoriale

Obiettivo dell’Unione europea volto a garantire che tutti i cittadini siano in grado di sfruttare al meglio le caratteristiche intrinseche delle zone in cui vivono. A fronte di una straordinaria diversità territoriale che caratterizza l’UE, nessun cittadino europeo dovrebbe essere penalizzato in termini di accesso ai servizi pubblici, alloggi o opportunità d’impiego, a causa delle condizioni proprie della regione in cui vive: la coesione territoriale è finalizzata a rimuovere o ridurre eventuali ostacoli derivanti da tali condizioni e a promuovere uno sviluppo più equilibrato e sostenibile.

 

Comitato di coordinamento per i Fondi strutturali e di investimento europei (COESIF)

Organismo della Commissione europea avente il compito di discutere le questioni relative all’attuazione delle normative che disciplinano i Fondi Strutturali e di investimento (Fondi SIE). Si riunisce solitamente una volta al mese ed è presieduto dalla Commissione europea.

 

Comitato di Sorveglianza (CdS)

Comitato avente la funzione di accertare l’efficacia e la qualità dell’attuazione del programma operativo. Sulla base del Regolamento (UE) 1303/2013, il Comitato di Sorveglianza è presieduto da un rappresentante dello Stato membro o dell'autorità di gestione e si riunisce almeno una volta all'anno per valutare l'attuazione del programma e i progressi compiuti nel conseguimento dei suoi obiettivi. A tale scopo, tiene conto dei dati finanziari e degli indicatori comuni e specifici del programma, ivi compresi i cambiamenti nel valore degli indicatori di risultato e i progressi verso target quantificati, nonché dei target intermedi definiti nel quadro di riferimento dell'efficacia dell'attuazione. L'elenco dei membri del Comitato di sorveglianza è reso pubblico.

 

Condizionalità ex ante

Fattore critico concreto e predefinito con precisione, che rappresenta un pre-requisito per l'efficace ed efficiente raggiungimento di un obiettivo specifico relativo a una priorità d'investimento o a una priorità dell'Unione – al quale tale fattore è direttamente ed effettivamente collegato e sul quale ha un impatto diretto.

 

Conto di garanzia

Conto bancario oggetto di un accordo scritto tra un'autorità di gestione, o un organismo intermedio, e l'organismo che attua uno strumento finanziario; nel caso di un'operazione PPP, un accordo scritto tra un organismo pubblico beneficiario e il partner privato approvato dall'autorità di gestione, o da un organismo intermedio aperto specificatamente per detenere fondi che saranno erogati dopo il periodo di ammissibilità, esclusivamente per gli scopi di cui all'articolo 42, paragrafo 1, lettera c), all'articolo 42, paragrafi 2 e 3, e dall'articolo 64 del Regolamento (UE) 1303/2013; oppure un conto bancario aperto sulla base di condizioni che offrano garanzie equivalenti circa i pagamenti effettuati tramite i fondi.

 

Codice Unico di Progetto (CUP)

Codice identificativo che accompagna ciascun progetto d’investimento pubblico, dall’approvazione dei provvedimenti di assegnazione delle risorse fino alla conclusione dei lavori e rimane nella banca dati del Sistema anche dopo la chiusura del progetto. Il CUP si identifica con una stringa alfanumerica di 15 caratteri e una volta attribuito al progetto non verrà mai cambiato.

 

Concentrazione tematica

Vincolo finanziario previsto nei regolamenti al fine di contribuire alla realizzazione dei principali obiettivi della strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva: gli Stati membri sono chiamati a concentrare il sostegno finanziario “sugli interventi che apportano il maggiore valore aggiunto” alla realizzazione di tale strategia, in coerenza anche con le indicazioni del QSC ed in linea con le sfide individuate nei programmi nazionali di riforma dello Stato membro e, se del caso, nelle raccomandazioni del Consiglio.

Nel caso del FSE, tale vincolo si è tradotto nell’obbligo per le autorità di gestione di concentrare la gran parte (80% -70% – 60% rispettivamente per le regioni più sviluppate, in transizione o meno sviluppate) della dotazione finanziaria (quota FSE) del PO su non più di cinque fra le priorità d’investimento individuate nell’art.3.1 del Regolamento (UE) 1304/2013. Inoltre, in ciascuno Stato membro almeno il 20% delle risorse totali dell’FSE deve essere destinato agli interventi che ricadono nell’ambito dell’obiettivo tematico 9, ovvero “promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione”.

Nel caso del FESR  80% – 60% - 50%, (rispettivamente per le “regioni più sviluppate”, “in transizione” o “meno sviluppate”) delle risorse a livello nazionale deve essere destinato a due o più degli obiettivi tematici dedicati a: ricerca e sviluppo, TIC, competitività delle PMI, transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio. Inoltre il 20%, 15%, 12% (rispettivamente per le regioni più sviluppate, in transizione o meno sviluppate) delle risorse a livello nazionale deve essere dedicato all’obiettivo tematico relativo alla transizione verso un’economia a bassa emissione di carbonio.

 

Criteri di selezione

Criteri che l’Autorità di Gestione intende adottare per la valutazione delle operazioni da ammettere al cofinanziamento dei Fondi Strutturali per il periodo di programmazione 2014-2020.

Si distinguono in due macro-categorie: criteri di ammissibilità e criteri di priorità.

In ottemperanza al Regolamento (UE) 1303/2013 , ogni Programma Operativo deve adottare entro 6 mesi della sua data di approvazione tali criteri, i quali devono essere esaminati e approvati nella riunione del primo Comitato di Sorveglianza del Programma, al fine di consentirne l’avvio conformemente alle regole di ammissibilità delle spese.

 

D

Destinatario finale

Persona fisica o giuridica che riceve un sostegno finanziario.

 

Disimpegno

Secondo quanto previsto dal principio di disimpegno automatico, se una somma stanziata a favore di un dato Programma non viene ritirata entro la fine del secondo anno a decorrere dall’approvazione dello stesso, tutte le somme di denaro non versate non saranno più disponibili per quel programma. Questo meccanismo volge a incrementare il ritmo di sviluppo dei progetti e il monitoraggio dei flussi di finanziamenti destinati ai programmi. Nella programmazione 2014-2020 gli articoli 86, 87 e 88 del Regolamento (UE) 1303/2013 disciplinano la procedura di disimpegno; in particolare l’articolo 86 secondo cui “tutti i programmi sono sottoposti a una procedura di disimpegno fondata sul principio che sono disimpegnati gli importi connessi a un impegno che non sono coperti da un prefinanziamento o da una richiesta di pagamento entro un determinato periodo di tempo, comprendendo ogni richiesta di pagamento interamente o parzialmente soggetta a interruzione della scadenza di pagamento o a sospensione dei pagamenti”.

 

E

Efficienza energetica

Il rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l'immissione di energia. Sulla base della direttiva sull'efficienza energetica, il Consiglio europeo ha appoggiato un obiettivo indicativo in materia di risparmio energetico del 27% entro il 2030.

 

Energie rinnovabili

Energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas. Il Quadro per il clima e l’energia 2030 fissa l'obiettivo vincolante a livello dell'UE di portare la quota di consumo energetico soddisfatto da fonti rinnovabili almeno al 27% entro il 2030.

 

Esercizio finanziario

Il periodo che va dal 1° gennaio al 31 dicembre.

 

Europa 2020

Strategia decennale dell'Unione europea per la crescita e l’occupazione. Presentata nel 2010 per creare le condizioni favorevoli a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, si basa su cinque obiettivi quantitativi da realizzare entro la fine del 2020 e che riguardano: l’occupazione, la ricerca e lo sviluppo, il clima e l'energia, l'istruzione, l'integrazione sociale e la riduzione della povertà. Secondo il Regolamento (UE) 1303/2013, i fondi SIE intervengono “per realizzare la strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva nonché le missioni specifiche di ciascun fondo conformemente ai loro obiettivi basati sul trattato, compresa la coesione economica, sociale e territoriale, tenendo conto dei pertinenti orientamenti integrati Europa 2020”.

 

F

Fondi Strutturali e d'Investimento Europei (FONDI SIE)

Fondi che finanziano la politica di coesione dell’UE per il ciclo 2014-2020, suddivisi in cinque diverse tipologie e disciplinati dal Regolamento (UE) 1303/2013. I Fondi strutturali presentano due componenti: il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), istituto nel 1975, fornisce sostegno allo sviluppo e all’adattamento strutturale delle economie regionali, ai cambiamenti economici, al potenziamento della competitività e della cooperazione territoriale in tutta l’UE; il Fondo sociale europeo (FSE), istituito nel 1958 con l’obiettivo di contribuire alla flessibilità dei lavoratori e delle aziende, favorire l’accesso all’occupazione, la partecipazione al mercato del lavoro e l’inclusione sociale delle persone svantaggiate, contrastare tutte le forme di discriminazione e creare partenariati per gestire le riforme per l’occupazione. Gli altri tre tipologie di Fondi SIE sono: il Fondo di coesione, che sostiene esclusivamente gli Stati membri meno sviluppati, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

 

Fondo di Coesione (FC)

Fondo utilizzato per sostenere le regioni europee più povere e per stabilizzare le loro economie, al fine di promuovere la crescita, l’occupazione e lo sviluppo sostenibile; rientra nei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) e contribuisce finanziariamente alle misure ambientali e alle reti transeuropee di trasporto Gli Stati membri con un reddito nazionale lordo (RNL) per abitante inferiore al 90 % della media europea hanno diritto a ricevere gli aiuti del Fondo di Coesione.

Per il ciclo di Programmazione 2014-2020 lo strumento normativo di riferimento per il FC è il Regolamento (UE) 1300/2013.

 

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR)

Fondo che rientra nei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) e che sostiene la politica europea in materia di sviluppo rurale, finanziando i programmi di sviluppo rurale svolti in tutti gli Stati membri e nelle regioni dell’Unione. I programmi sono elaborati in collaborazione con la Commissione europea e gli Stati membri e tengono conto degli orientamenti strategici in materia di sviluppo rurale adottati dal Consiglio, nonché delle priorità delineate nei piani strategici nazionali.

Nel ciclo di programmazione 2014-2020 il FEASR, per la prima volta, è stato specificamente inserito nel quadro politico dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) ed è disciplinato dal Regolamento (UE) 1303/2013.

Nel periodo 2014-2020, il Fondo si concentrerà su tre obiettivi principali:

  • migliorare la competitività del settore agricolo
  • garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere azioni per il clima
  • raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali, compresa la creazione e il mantenimento di posti di lavoro.

Per il ciclo di Programmazione 2014-2020 lo strumento normativo di riferimento per il FEASR è il Regolamento (UE) 1305/2013.

 

Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)

Fondo istituito nel 1975 per fornire un sostegno finanziario allo sviluppo e all’adattamento strutturale delle economie regionali, ai cambiamenti economici, al potenziamento della competitività e alla cooperazione territoriale in tutta l’UE; è uno dei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE). Il bilancio a disposizione del FESR per il ciclo 2014-20 ammonta a oltre 250 miliardi di EUR. Il fondo sostiene i progetti svolti nell’ambito degli 11 obiettivi tematici della politica di coesione e si concentra in particolare su quattro priorità chiave:

  • Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione
  • Migliorare l’accesso, l’utilizzo e la qualità delle TIC
  • Migliorare la competitività delle PMI
  • Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

Il FESR finanzia anche i progetti transfrontalieri, interregionali e transnazionali svolti nell’ambito dell’obiettivo della Cooperazione territoriale europea. Per il ciclo di Programmazione 2014-2020 lo strumento normativo di riferimento per il FESR è il Regolamento (UE) 1301/2013.

 

Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP)

Fondo per le politiche marittime e per la pesca che rientra nelle cinque tipologie di Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE). Istituito nel ciclo di programmazione 2014-2020, con l’obiettivo di sostenere:

  • i pescatori nel passaggio a una pesca sostenibile;
  • le comunità costiere nel processo di diversificazione delle loro economie;
  • i progetti mirati a creare nuovi posti di lavoro e a migliorare la qualità della vita lungo le coste europee;
  • l’accesso ai finanziamenti.

Per il ciclo di Programmazione 2014-2020 lo strumento normativo di riferimento per il FEAMP è il Regolamento (UE) 508/2014.

 

Fondo Sociale Europeo (FSE)

Fondo istituito nel 1958, costituisce uno dei principali strumenti finanziari dell’UE a sostegno delle politiche nazionali volte ad aumentare l’occupazione e le opportunità d’impiego, a migliorare la qualità e la produttività sul lavoro, nonché a ridurre l’esclusione sociale e le disparità in termini di occupazione a livello regionale; è parte dei cinque Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE). L’FSE opera per raggiungere gli 11 obiettivi tematici definiti per i Fondi SIE per il ciclo di programmazione 2014-2020. Nello specifico, le priorità chiave dell’FSE sono:

  • Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
  • Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e qualsiasi forma di discriminazione;
  • Investire nell’istruzione, nella formazione professionale volta all’acquisizione di competenze e nell’apprendimento permanente;
  • Migliorare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e dei soggetti interessati e conseguire una pubblica amministrazione efficiente

Per il ciclo di Programmazione 2014-2020 lo strumento normativo di riferimento per il FSE è il Regolamento (UE) 1304/2013.

 

Fondo di fondi

Fondo istituito con l'obiettivo di fornire sostegno mediante un programma o programmi a diversi strumenti finanziari. Qualora gli strumenti finanziari siano attuati attraverso un fondo di fondi, l'organismo che attua il fondo di fondi è considerato l'unico beneficiario..

 

G

Gas a effetto serra

Gas presenti in atmosfera (sia naturalmente che a causa delle attività antropiche) che agiscono come il vetro di una serra: catturano il calore del sole impedendogli di ritornare nello spazio contribuendo in maniera rilevante ai fenomeni legati al cambiamento climatico. Questi sono l'anidride carbonica (CO2), il metano, l'ossido di azoto e i gas fluorurati. Il Quadro per il clima 2030 prevede l'obiettivo vincolante di ridurre entro il 2030 le emissioni di gas a effetto serra, nel territorio dell'UE, di almeno il 40% rispetto ai livelli del 1990.

 

Gestione condivisa

Vi sono due tipi principali di aiuti finanziari comunitari: i fondi a gestione diretta amministrati a livello centrale dalla Commissione europea (ad es. quelli destinati alla ricerca), e i fondi a gestione indiretta caratterizzati da una gestione condivisa tra l’UE e gli Stati membri (ad es. i Fondi strutturali e il Fondo di coesione). La maggior parte degli aiuti comunitari comprende fondi a gestione condivisa UE/Stati membri. La gestione condivisa prevede attualmente che la Commissione deleghi gli Stati membri per l’attuazione dei programmi a livello nazionale. Questi ultimi, a loro volta, erogano gli aiuti ai beneficiari finali (ad es. società, agricoltori, comuni, ecc.).

Ogni Stato membro ha la responsabilità primaria di creare un sistema di gestione e controllo conforme ai requisiti previsti dai regolamenti, garantendo che esso funzioni in maniera efficace, nonché di prevenire, individuare e correggere qualsiasi tipo di irregolarità. La Commissione svolge un ruolo di supervisione e garantisce che le disposizioni che regolano il sistema di gestione e controllo siano conformi alle normative pertinenti. A tal fine, essa verifica l’efficacia del funzionamento del sistema e adotta correzioni finanziarie, laddove necessario.

 

Green economy

Economia che “si traduce in un migliore benessere umano ed equità sociale, mentre riduce significativamente le scarsità ecologiche ed i rischi ambientali. Più sinteticamente, una green economy è un’economia low carbon, efficiente nelle risorse e socialmente inclusiva” (UNEP, 2011). La transizione verso un’economia verde rappresenta uno degli obiettivi chiave della Strategia Europa 2020, al raggiungimento del quale sono chiamati a concorrere anche i Programmi operativi supportati dai Fondi SIE; non solo attraverso le politiche di sviluppo ma anche attraverso la formazione/riqualificazione del capitale umano.

 

I

IGRUE (Ispettorato Generale per i Rapporti Finanziari con l’Unione europea)

Organismo nazionale italiano che partecipa al processo di formazione e certificazione del bilancio dell’Unione europea e ai relativi adempimenti, nonché all’esercizio dei controlli finanziari comunitari affidati dall’Unione europea e al processo di definizione della normativa e delle politiche comunitarie.

 

Investimenti territoriali integrati (ITI)

Strumento di sviluppo territoriale che permette l'implementazione di una strategia territoriale in modo integrato attingendo ai fondi di almeno due differenti assi prioritari nello stesso programma o in programmi differenti. Può rappresentare uno strumento ideale per sostenere azioni integrate nelle aree urbane, in quanto permette di coniugare finanziamenti connessi a obiettivi tematici differenti, prevedendo anche la possibilità di combinare fondi di assi prioritari e programmi operativi supportati dal FESR, dall’FSE e dal Fondo di coesione. Un ITI può anche essere integrato da aiuti finanziari erogati attraverso il FEASR o il FEAMP. A livello nazionale l’Accordo di Partenariato individua l’ITI quale strumento privilegiato per l’attuazione della Strategia per le Aree Interne; con riferimento invece alle modalità organizzative dell’Agenda Urbana, l’Amministrazione pubblica individua la possibilità di avvalersi dell’ITI, quantunque questo sia ritenuto uno strumento residuale da utilizzare solo nel caso in cui la declinazione dell’Agenda Urbana sia concentrata su poche aree target e a condizione di un efficace percorso di co-progettazione.

 

Irregolarità

Qualsiasi violazione del diritto dell'Unione o nazionale relativa alla sua applicazione, derivante da un'azione o un'omissione di un operatore economico coinvolto nell'attuazione dei fondi SIE che abbia o possa avere come conseguenza un pregiudizio al bilancio dell'Unione mediante l'imputazione di spese indebite al bilancio dell'Unione.

 

Irregolarità sistemica

Qualsiasi irregolarità che possa essere di natura ricorrente, con un'elevata probabilità di verificarsi in tipi simili di operazioni, che deriva da una grave carenza nel funzionamento efficace di un sistema di gestione e di controllo, compresa la mancata istituzione di procedure adeguate conformemente al Regolamento (UE) 1303/2013 e alle norme specifiche di ciascun fondo.

 

 

N

Nomenclatura delle Unità Territoriali Statistiche (NUTS)

Nomenclatura elaborata dall’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat) al fine di adottare uno standard statistico comune in tutta l’UE. In base a tale standard, La nomenclatura attualmente in uso suddivide i 28 Stati membri in tre categorie, a seconda di soglie di popolazione specifiche e i livelli NUTS rappresentano aree geografiche di riferimento per la raccolta dei dati. Dal 1988 sono utilizzati per lo stanziamento dei Fondi strutturali, rivestendo un ruolo importante per la classificazione dei territori e la conseguente erogazione dei finanziamenti. La nomenclatura attualmente in uso suddivide i 28 Stati membri in tre categorie, a seconda di soglie di popolazione specifiche:

  • Livello NUTS 1: comprende gli Stati membri più piccoli come la (ad es. Danimarca, l’Irlanda, Croazia), i länder tedeschi e le altre grande entità regionali cosiddette “macroregioni”, regioni più grandi.
  • Livello NUTS 2: comprende le regioni autonome della Spagna, le regioni francesi e i dipartimenti francesi d’oltremare (DOM), i voivodati polacchi, ecc.
  • Livello NUTS 3: include i Nomoi greci, i Maakunnat in finlandesi, i Län svedesi, ecc.

 

Norme specifiche di ciascun fondo

Le disposizioni di cui alla parte III o alla parte IV del Regolamento (UE) 1303/2013 o stabilite sulla base della parte III o della parte IV del Regolamento o in un regolamento che disciplina uno o più fondi SIE.

 

O

Obiettivo Specifico

Definito dell’art.2 del Regolamento (UE) 1303/2013, si tratta del “risultato al quale contribuisce una priorità d'investimento o una priorità dell'Unione in uno specifico contesto nazionale o regionale mediante azioni o misure intraprese nell'ambito di tale priorità”

 

Obiettivo Tematico (OT)

Il Regolamento (UE) 1303/2013 definisce e individua gli Obiettivi Tematici “al fine di contribuire alla realizzazione della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e delle missioni specifiche di ciascun fondo conformemente ai loro obiettivi basati sul trattato, compresa la coesione economica, sociale e territoriale” La programmazione 2014-2020 individua 11 obiettivi di azione comuni per tutta l’UE finalizzati al raggiungimento degli obiettivi di Europa 2020:

OT 1) Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione;

OT 2) Migliorare l'accesso alle TIC, nonché l'impiego e la qualità delle medesime;

OT 3) Promuovere la competitività delle PMI, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP);

OT 4) Sostenere la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori;

OT 5) Promuovere l'adattamento al cambiamento climatico, la prevenzione e la gestione dei rischi;

OT 6) Preservare e tutelare l'ambiente e promuovere l'uso efficiente delle risorse;

OT 7) Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;

OT 8) Promuovere un'occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;

OT 9) Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà e ogni discriminazione;

OT 10) Investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente;

OT 11) Rafforzare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e delle parti interessate e un'amministrazione pubblica efficiente.

 

 

Operatore economico

Qualsiasi persona fisica o giuridica o altra entità che partecipa all'esecuzione dell'intervento dei fondi SIE, a eccezione di uno Stato membro nell'esercizio delle sue prerogative di autorità pubblica.

 

Operazione completata

Operazione che è stata materialmente completata o pienamente realizzata e per la quale tutti i pagamenti previsti sono stati effettuati dai beneficiari e il contributo pubblico corrispondente è stato corrisposto ai beneficiari.

 

Operazione PPP

Operazione attuata, o che si intende attuare, nell'ambito di una struttura di partenariato pubblico-privato.

 

Organismo Intermedio

Qualsiasi organismo o servizio pubblico o privato che agisce sotto la responsabilità di un’Autorità di Gestione o di certificazione o che svolge mansioni per conto di questa autorità nei confronti dei beneficiari che attuano le operazioni.

 

Organismo di diritto pubblico

Qualsiasi organismo di diritto pubblico, ai sensi dell'articolo 1 paragrafo 9 della Direttiva 2004/18/CE, e qualsiasi gruppo europeo di cooperazione territoriale (GECT), istituito a norma del Regolamento (CE) 1082/2006.

 

P

Pacchetto per il clima e l’energia 2020

Serie di norme vincolanti volte a garantire che l’UE raggiunga i suoi obiettivi in materia di clima ed energia entro il 2020. Il pacchetto definisce tre obiettivi principali: il taglio del 20% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990); la riduzione del 20% del fabbisogno energetico ricavato da fonti rinnovabili; il miglioramento del 20% dell'efficienza energetica.

 

Partenariati pubblico-privati (PPP)

Forme di cooperazione tra organismi pubblici e il settore privato, finalizzate a migliorare la realizzazione di investimenti in progetti infrastrutturali o in altre tipologie di operazioni che offrono servizi pubblici mediante la condivisione del rischio, la concentrazione di competenze del settore privato, o fonti aggiuntive di capitale.

 

Performance Framework –Quadro di riferimento dell’attuazione

Strumento volto a misurare i risultati dell’attuazione di un Programma operativo, ai fini dell’assegnazione della riserva di efficacia dell’attuazione, pari al 6% delle risorse del programma.

Il Regolamento (UE) 1303/2013 sintetizza il Performance Framework in una tabella in cui “per ciascun Asse prioritario sono fissati target intermedi per l’anno 2018 e target finali per il 2023” relativi ad un indicatore finanziario, e ad uno o più indicatori di realizzazione (e se del caso indicatori di risultato o di avanzamento procedurale).

 

Periodo contabile

Periodo che va dal 1° luglio al 30 giugno, tranne per il primo anno del periodo di programmazione, relativamente al quale si intende il periodo che va dalla data di inizio dell'ammissibilità della spesa al 30 giugno 2015. Il periodo contabile finale andrà dal 1 o luglio 2023 al 30 giugno 2024.

 

Piano di Azione Comune

Operazione il cui ambito è definito e gestito in relazione alle realizzazioni e ai risultati che deve conseguire. Comprende un progetto o un gruppo di progetti che non prevedono la fornitura di infrastrutture, realizzati sotto la responsabilità del beneficiario, nell'ambito di uno o più programmi operativi.

 

Piano di Rafforzamento Amministrativo (PRA)

Strumento operativo attraverso il quale ogni Amministrazione impegnata nell'attuazione dei Programmi cofinanziati dai Fondi strutturali accelera, esplicita e rende operativa l’azione, con riferimento a cronoprogrammi definiti, al fine di rendere più efficiente l'organizzazione della sua macchina amministrativa e il pieno soddisfacimento di tutte le condizionalità ex ante.

Il PRA individua gli interventi per il rafforzamento della capacità di gestione dei Programmi Operativi e per il miglioramento dei processi trasversali da attuare con l'utilizzo mirato delle risorse di assistenza tecnica, collegando la strategia di rafforzamento strutturale della capacità amministrativa e la strategia di miglioramento immediato di gestione dei Programmi.

 

Politica di Coesione Economica, Sociale e Territoriale

Strategia dell’Unione europea volta alla promozione e al sostegno dello “sviluppo armonioso generale” degli Stati membri e delle regioni. Come sancito dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (art. 174), la politica di coesione dell’UE si pone l’obiettivo di rafforzare la coesione economica e sociale, riducendo le disparità esistenti nei livelli di sviluppo tra le regioni. Circa il 32,5 % del bilancio UE 2014-2020 (pari a circa 351,8 miliardi di EUR su sette anni, ai valori 2014) è stato destinato agli strumenti finanziari che sostengono la politica di coesione. Questi ultimi sono gestiti e operati in collaborazione con la Commissione europea, gli Stati membri e gli attori interessati a livello locale e regionale.

 

Priorità d’investimento

Articolazioni dell’obiettivo tematico, individuate nei regolamenti specifici dei fondi strutturali: per il FSE sono quelle elencate all’articolo 3 del pertinente Regolamento; per il FESR sono quelle previste all’articolo 5 del Regolamento (UE) 1301/2013. A loro volta le priorità di investimento trovano corrispondenza in uno o più obiettivi specifici.

 

Programma Operativo

Piani dettagliati in cui gli Stati membri definiscono le modalità di spesa dei contributi dei Fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE) per il periodo di programmazione in corso.

Possono riferirsi a una regione in particolare oppure riguardare un obiettivo tematico di interesse nazionale. Per l’obiettivo “Cooperazione territoriale europea” vengono elaborati programmi operativi transfrontalieri o interregionali. Gli Stati membri presentano i propri programmi operativi sulla base degli Accordi di partenariato sottoscritti. Ciascun programma operativo specifica quale degli 11 obiettivi tematici che guidano la politica di coesione per il ciclo 2014-2020 saranno perseguiti grazie agli aiuti destinati al programma.

 

Programmazione

L'iter organizzativo, decisionale e di ripartizione delle risorse finanziarie in più fasi, con il coinvolgimento dei partner conformemente all'articolo 5 del Regolamento (UE) 1303/2013, finalizzato all'attuazione, su base pluriennale, dell'azione congiunta dell'Unione e degli Stati membri per realizzare gli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

 

Programmi nazionali di riforma – PNR

Documento che definisce annualmente gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di crescita, produttività, occupazione e sostenibilità delineati dalla Strategia Europa 2020. Si tratta di un documento che ciascuno Stato membro presenta alla Commissione europea con cadenza annuale (nel mese di aprile) e comprendente: lo stato di avanzamento delle riforme avviate, con indicazione dell’eventuale scostamento tra i risultati previsti e quelli conseguiti; gli squilibri macroeconomici nazionali e i fattori di natura macroeconomica che incidono sulla competitività; le priorità del Paese, con le principali riforme da attuare, i tempi previsti per la loro attuazione e la compatibilità con gli obiettivi programmatici indicati nel Programma di stabilità; gli effetti previsti delle riforme proposte in termini di crescita dell’economia, di rafforzamento della competitività del sistema economico e di aumento dell’occupazione.

 

Q

Quadro Finanziario Pluriennale – QFP

Strumento con il quale l’Unione europea stabilisce gli importi annui massimi (“massimali”) che potrà spendere nei vari settori d’intervento per un periodo di almeno 5 anni. I massimali fissati nel QFP non corrispondono al bilancio dell’UE, che è di norma inferiore. Il Quadro Finanziario per il periodo 2014-2020 è contenuto in allegato al Regolamento Euratom 1311/2013 e ammonta a 960.000 Milioni di Euro, articolato in rubriche e sotto-rubriche. Quella dedicata alla politica di coesione è la sotto rubrica 1 b “Coesione economica, sociale e territoriale” che ammonta a circa 325.000 Milioni di Euro di cui 313.000 per l’obiettivo “investimenti per la crescita e l’occupazione” e circa 9.000 per l’obiettivo “Cooperazione Territoriale Europea”. Per l’Italia lo stanziamento è di circa 28.300 Milioni di Euro per il primo obiettivo e di circa 1.000 Milioni di Euro per il secondo.

 

Quadro per il clima e l'energia 2030

Fissa tre obiettivi principali da conseguire entro l'anno indicato: una riduzione almeno del 40% delle emissioni di gas a effetto serra (rispetto ai livelli del 1990); una quota almeno del 27% di energia rinnovabile; un miglioramento almeno del 27% dell'efficienza energetica.

 

Quadro politico strategico

Documento o  serie di documenti elaborati a livello nazionale o regionale per definire un numero limitato di priorità coerenti stabilite sulla base di evidenze e un calendario per l'attuazione di tali priorità, il quale può includere un meccanismo di sorveglianza.

 

Quadro Strategico Comune – QSC

Secondo il Regolamento (UE) 1303/2013 è costituito dall’insieme di disposizioni che fornisce a tutti gli Stati membri gli “orientamenti strategici per agevolare il processo di programmazione e il coordinamento settoriale e territoriale degli interventi dell’Unione nel quadro dei fondi SIE con altre politiche e strumenti pertinenti dell’Unione”.

 

R

RAE – Rapporto Annuale d’Esecuzione

Rapporto che offre un quadro informativo sullo stato d’attuazione del Programma Operativo ed effettua il bilancio dell’anno, evidenziando i risultati più significativi della sua esecuzione. Il RAE va inteso dunque sia come strumento di monitoraggio per i soggetti istituzionali deputati al controllo del Programma (Commissione europea, Ministeri, ecc.), sia come strumento di informazione rivolta ai cittadini.

 

Regime de minimis

In base al Regolamento (CE) 1998/2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore, il “de minimis” è una regola stabilita dall'Unione europea secondo cui gli aiuti concessi alla medesima impresa, sommati fra di loro, non devono superare il limite massimo di 200.000,00  Euro in tre anni, ad eccezione delle imprese che operano nel settore dei trasporti su strada per conto di terzi, che possono ricevere al massimo 100.000,00 Euro.

I settori della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca sono disciplinati da regolamenti “de minimis” specifici.

 

Relazioni di attuazione

Report trasmesso annualmente (a partire dal 2016 e fino al 2023 compreso) dallo Stato membro/autorità di gestione alla Commissione europea con finalità di monitoraggio dell’esecuzione del Programma operativo. Tali Relazioni contengono informazioni chiave sull’attuazione del Programma, nel precedente esercizio finanziario, e sulla realizzazione delle sue priorità con riferimento ai dati finanziari, agli indicatori comuni e specifici. La Relazione di attuazione sostituisce il Rapporto Annuale di Esecuzione (RAE) previsto per i periodi di programmazione precedenti.

 

Richiesta di pagamento

Una domanda di pagamento o una dichiarazione di spesa presentata alla Commissione europea da uno Stato membro.

 

Riserva di efficacia dell’attuazione

Somma di risorse, pari al 6 % dei fondi SIE (corrisponde a una quota tra il 5 e il 7 % della dotazione di ogni Asse di un Programma, tranne l’assistenza tecnica e programmi dedicati agli strumenti finanziari), che viene accantonata ed è destinata soltanto a Programmi e Assi prioritari che hanno conseguito i propri target intermedi, individuati nell’ambito del performance framework.

 

Risparmio energetico

Quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione e/o una stima del consumo prima e dopo l'attuazione di una misura di miglioramento dell'efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico.

 

S

Sistemi di Gestione e Controllo (SI.GE.CO.)

Sistema finalizzato ad assicurare la sana gestione finanziaria dei Programmi Operativi, attraverso la precisa individuazione e ripartizione delle competenze tra i diversi soggetti coinvolti nell’attuazione degli interventi e attraverso l’applicazione di un modello organizzativo di base al quale tutti gli Stati membri devono adeguarsi. Nel documento di descrizione del sistema, sono precisate le procedure per la gestione, per la certificazione e per il controllo delle operazioni del Programma. Tale documento costituisce la principale informativa necessaria all’espletamento della valutazione di conformità dei sistemi di gestione e controllo da effettuarsi al più tardi entro un anno dall’adozione del Programma Operativo, e comunque antecedentemente alla presentazione della prima domanda di pagamento. I nuovi principi generali dei sistemi di gestione e controllo di ciascun Programma Operativo sono indicati all’art. 58 del Regolamento (CE) 1083/2006, mentre il Regolamento (CE) 1828/2006 identifica il nuovo quadro normativo applicabile ai sistemi di gestione e controllo, definendone un nuovo assetto organizzativo e contribuendo a un loro rafforzamento.

 

Spesa pubblica

Qualsiasi contributo pubblico al finanziamento di operazioni proveniente dal bilancio di un'autorità pubblica nazionale, regionale o locale, dal bilancio dell'Unione destinato ai fondi SIE, dal bilancio di un organismo di diritto pubblico o dal bilancio di associazioni di autorità pubbliche o di organismi di diritto pubblico e, allo scopo di determinare il tasso di cofinanziamento dei programmi o priorità FSE, può comprendere eventuali risorse finanziarie conferite collettivamente da datori di lavoro e lavoratori.

 

Strategia del bacino marittimo

Quadro strutturato di cooperazione con riguardo a una zona geografica determinata, elaborato dalle istituzioni dell'Unione, dagli Stati membri, dalle loro regioni e, ove del caso, da paesi terzi che condividono un bacino marittimo; tale strategia del bacino marittimo tiene conto delle specifiche caratteristiche geografiche, climatiche, economiche e politiche del bacino marittimo.

 

Strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva (Europa 2020)

Strategia che guida l’azione dell’Unione e degli Stati membri, al fine di rendere l’Unione europea un’economia intelligente, sostenibile e inclusiva. E’ articolata su cinque obiettivi misurabili: l’occupazione, la ricerca e l’innovazione, il cambiamento climatico e l’energia, l’istruzione e la lotta contro la povertà. A sua volta ciascuno Stato membro ha adottato i propri obiettivi nazionali in ognuno di tali ambiti. In attuazione di tale strategia, gli Stati membri presentano annualmente alla Commissione un Programma Nazionale di Riforma che rileva i progressi realizzati e definisce gli interventi da adottare per il raggiungimento degli obiettivi nazionali.

 

Strategia di specializzazione intelligente – Smart Specialisation Strategy

Il Regolamento (UE) 1301/2013 definisce la Strategia di Specializzazione Intelligente come “le strategie di innovazione nazionali o regionali che definiscono le priorità allo scopo di creare un vantaggio competitivo sviluppando i loro punti di forza in materia di ricerca e innovazione e accordandoli alle esigenze imprenditoriali, al fine di rispondere alle opportunità emergenti e agli sviluppi del mercato in modo coerente, evitando nel contempo la duplicazione e la frammentazione degli sforzi; una “strategia di specializzazione intelligente” può assumere la forma di un quadro politico strategico per la ricerca e l’innovazione (R&I) nazionale o regionale o esservi inclusa”.

 

Strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo

Ai sensi del Regolamento (UE) 1303/2013, la  strategia di sviluppo locale consiste in “un insieme coerente di operazioni rispondenti a obiettivi e bisogni locali e che contribuisce alla realizzazione della strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che è concepito ed eseguito da un gruppo di azione locale”.  Lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) è uno strumento per coinvolgere i cittadini a livello locale nello sviluppo di risposte alle sfide sociali, ambientali ed economiche; esso è sostenuto dal FEASR (sviluppo locale LEADER), dal FESR, dal FSE o dal FEAMP.

 

Strategia macroregionale

Quadro integrato approvato dal Consiglio europeo, che potrebbe essere sostenuto dai fondi SIE tra gli altri, per affrontare sfide comuni riguardanti un'area geografica definita, connesse agli Stati membri e ai paesi terzi situati nella stessa area geografica, che beneficiano così di una cooperazione rafforzata che contribuisce al conseguimento della coesione economica, sociale e territoriale.

 

Strumenti finanziari

Strumenti finalizzati a garantire un uso efficiente delle risorse della politica di coesione e a sostenere la strategia Europa 2020. Rivolgendosi a progetti che potrebbero potenzialmente divenire auto-sostenibili, questi strumenti forniscono un sostegno agli investimenti sotto forma di prestiti, garanzie o capitale netto. Questi meccanismi possono essere integrati con forme di sostegno non monetarie, quali assistenza tecnica e abbuoni di interesse. L’obiettivo di utilizzare gli strumenti finanziari non consiste esclusivamente nel rendere gli aiuti erogati dalla politica di coesione più efficienti e sostenibili (dato che le risorse vengono rimborsate e possono essere «riciclate»), ma anche nel creare incentivi per il coinvolgimento di investitori privati nei progetti, e nel consentire infine ai progetti stessi di migliorare il proprio rendimento attraverso una disciplina finanziaria più rigorosa. Rispetto al periodo di programmazione 2007-2013, la portata degli strumenti finanziari è stata ampliata: attualmente essi possono essere utilizzati per tutti gli obiettivi tematici e possono essere integrati più facilmente con altre forme di sostegno. Inoltre, le modalità di cofinanziamento sono state rese più flessibili e sono state adottate regole più chiare per la gestione.

 

Sviluppo sostenibile

Principio su cui fonda una forma di politica di sviluppo orientata a un triplice obiettivo: uno sviluppo economicamente efficace, socialmente equo e ambientalmente sostenibile nel breve, medio - e soprattutto - lungo periodo. Secondo la definizione classica, lo sviluppo è sostenibile qualora “soddisfi i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità di quelle future di rispondere ai loro”. Ciò significa coniugare lo sviluppo economico di lungo termine e la salvaguardia dell’ecosistema. Lo sviluppo sostenibile è un obiettivo generale dell’UE: è parte integrante delle disposizioni generali dei Trattati istitutivi dell’Unione e delle politiche settoriali comunitarie. Nell’ambito della politica di coesione, rappresenta un principio chiave che fornisce un quadro politico per tutti i programmi cofinanziati dai Fondi strutturali e di investimento europei.

Il Regolamento (UE) 1303/2013 prevede che gli obiettivi dei fondi SIE siano perseguiti in linea con il principio dello sviluppo sostenibile e della promozione, da parte dell'Unione, dell'obiettivo di preservare, tutelare e migliorare la qualità dell'ambiente. A tale fine, gli “Stati membri e la Commissione provvedono affinché nella preparazione e nell'esecuzione degli accordi di partenariato e dei programmi siano promossi gli obblighi in materia di tutela dell'ambiente, l'impiego efficiente delle risorse, la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento ai medesimi, la protezione della biodiversità, la resilienza alle catastrofi, nonché la prevenzione e la gestione dei rischi”.

 

V

Valutazione ex-ante

Realizzata prima dell’approvazione di un programma, consiste in un’analisi dei punti di forza e di debolezza e delle potenzialità dello Stato membro, della regione o del settore considerato. Valuta la coerenza della strategia e degli obiettivi prescelti con le caratteristiche delle regioni o zone interessate, compresa la loro evoluzione demografica, verificando se la loro natura consente di perseguire gli obiettivi specifici rispetto alla situazione di partenza.

 

Valutazione in itinere

Prende in considerazione, tenendo conto della valutazione ex ante, i primi risultati degli interventi, la loro pertinenza e il grado di conseguimento degli obiettivi. Valuta inoltre l’impiego dei fondi, nonché lo svolgimento delle attività di sorveglianza e la realizzazione degli interventi. Viene effettuata da un valutatore indipendente sotto la responsabilità di gestione, in collaborazione con la Commissione e con lo Stato membro. È presentata al Comitato di Sorveglianza del Programma Operativo, e successivamente trasmessa alla Commissione.

 

Valutazione ex-post

Rendiconta circa l’efficacia e l’efficienza degli interventi, nonché sul loro impatto, al fine di ricavare insegnamenti ed esempi utili per la politica di coesione economica e sociale. Verte sui fattori di successo o insuccesso registrati nel corso dell’attuazione, nonché sulle realizzazioni e sui risultati, compresa la loro prevedibile durata. La valutazione ex post ricade fra le responsabilità della Commissione, in collaborazione con lo Stato membro e l’autorità di gestione. Viene eseguita da indicatori indipendenti ed è ultimata entro 3 anni dalla fine del periodo di programmazione.