Conferenza delle Regioni: Adottato un documento sul futuro della Politica di Coesione post 2020

La discussione sul futuro della politica di coesione è stato al centro del dibattito della Conferenza delle Regioni del 20 aprile scorso, anche nel tentativo di offrire un contributo per afforzare la posizione italiana all’interno dell’UE. Al termine del confronto la Conferenza delle Regioni, ha adottato un documento che è stato consegnato al ministro della coesione territoriale. Nel documento si ritiene necessario confermare con forza la necessità del mantenimento della politica di coesione all’interno delle priorità dell’Unione Europea. Il dibattito in corso, sul post 2020, deve necessariamente considerare il ruolo della politica di coesione nel perseguimento della coesione economica, sociale e territoriale che, viene elevato dai Trattati Europei a obiettivo cardine dell’azione comunitaria.

Secondo il documento, presentato dalla Conferenza delle Regioni, il valore aggiunto della politica di coesione risiede nei punti di forza di questa politica, quali l’approccio della dimensione territoriale place-based e la governance multilivello, la programmazione pluriennale e gli obiettivi condivisi e misurabili, l’approccio di sviluppo integrato e la convergenza verso standard europei della capacità amministrativa.

Le Regioni italiane confermano l’importanza del principio di concentrazione tematica sull’efficacia degli interventi e sulla valorizzazione della loro addizionalità, chiedendo maggiore spazio di manovra alle Regioni nella scelta delle proprie priorità sulla base dei rispettivi contesti economici regionali, così da contribuire agli obiettivi europei secondo il principio di sussidiarietà. Sono favorevoli ad un percorso di armonizzazione delle regole relative ai cinque fondi SIE, ed auspicano che il modello di gestione condivisa e multilivello sia ulteriormente valorizzato, precisando meglio i ruoli e le responsabilità dei livelli di governo, e in particolare rafforzando le competenze in capo alle autorità regionali, le quali in virtù del loro radicamento territoriale restano gli attori più adatti a programmare ed effettuare gli interventi.

Rispetto al rafforzamento della dimensione territoriale nella programmazione europea, il documento redatto, evidenzia come una forte dimensione territoriale richiede modalità di intervento integrate tra i diversi trematismi e decisamente place-based. A tal fine le Regioni italiane chiedono che prosegua il sostegno a favore della cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale nell'ambito dell'obiettivo "Cooperazione territoriale europea", come pure per le strategie macro-regionali. Allo stesso tempo, evidenziano come un rafforzamento della dimensione urbana europea attraverso una forte collaborazione tra regioni e città rappresenta un modo efficace per affrontare le sfide che le città si trovano ad affrontare. Allo stesso tempo, ricordano che le aree interne e rurali costituiscono l’anello più vulnerabile delle economie europee. La politica di coesione post 2020 quindi deve attribuire più attenzione allo sviluppo e alla qualità della vita delle aree meno densamente popolate e delle regioni periferiche insulari. L’esperienza che si sta maturando in Italia per il rilancio delle “aree interne” potrà fornire indicazioni e lezioni da riportare nel ciclo post 2020.

Infine, il documento redatto dalla Conferenza delle Regioni, sottolinea l’importanza di evitare la proliferazione di regole poste a diversi livelli, restringendo gli ambiti di sovrapposizione normativa. In particolare si richiede di sottrarre la politica di coesione alla regole degkli aiuti di stato, così come già avviene per gli strumenti europei a gestione diretta. 

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